Alex Bondi


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Musica

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22 Febbraio 2001


Il 25 Maggio la Armand Brothers Band rappresenterà l'Italia al prestigioso festival bolognese
I cowboy del blues a Castel San Pietro
Ancora in fase di definizione il cast. Attesi John Hammond, Steve Bell, Jimmy Barnes.
Il gruppo reggiano presenterà cover di Eric Clapton e dell'idolo Stevie Ray Vaughan.
L'esperienza del '99 con gli Harp Mama

Con i loro camicioni, i cinturoni e gli stivali in stile western, hanno centrato il bersaglio.
La Armand Brothers Band, esponente di punta del più travolgente blues nostrano, rappresenterà l'Italia al prestigioso festival internazionale del blues di Castel San Pietro Terme (Bologna), in programma il 25 e 26 Maggio.
Due di loro, il bassista Alex Bondi e il chitarrista-cantante Alex Lomarco, presero parte alla edizione del '99, tra le fila degli Harp Mama.
<<Fu una esperienza formidabile - ci racconta il simpaticissimo Alex Bondi di Scandiano - Non capita tutti i giorni di avere il camerino a fianco di Charlie Musselwhite, l'armonicista di Blues Brothers 2000.
E suonare di fronte a mille persone da un brivido che non si spiega a parole>>.
Cosa significa per voi questa partecipazione?
E' una conferma.
Vuol dire che la nostra proposta funziona.
Tutto è nato da un demo registrato dal vivo pochi mesi fa.
Lo abbiamo inviato agli organizzatori e la loro reazione è stata a dir poco entusiasta.
"Sembra di sentir suonare Stevie Ray Vaughan ed Eric Clapton" ci hanno detto.
Chi saranno le stelle del festival?
E' ancora tutto top secret, ma si fanno già i nomi di John Hammond jr, dell'armonicista Steve Bell (figlio del leggendario Carey Bell), dello strepitoso australiano Jimmy Barnes, e di una manciata di personaggi acclamati al recente Festival Blues di Chicago.
Sarete gli unici italiani al Festival di Castel San Pietro?
No. E' previsto un secondo gruppo di cui non sappiamo ancora nulla.
Noi ci esibiremo il 25.
Il secondo giorno toccherà invece ai nostri colleghi.
Dove suonerete?
Nel '99 eravamo nella zona sportiva.
Quest'anno suoneremo in piazza davanti ad almeno mille persone.
C'è un impianto di amplificazione pazzesco.
Si respirerà una energia incredibile.
Avete già predisposto una scaletta di brani?
La nostra session durerà tra i 45 e i 50 minuti.
Stiamo ancora scegliendo i pezzi.
Non mancheranno cover dei Grandfunk Railroad (The fly of the Phoenix), di Eric Clapton (Sunday after a while) e soprattutto del nostro grande idolo, Stevie Ray Vaughan (Mary had a little lamb, Texas Flood e Cold Shot)
Suonerete da soli o avrete la possibilità di dialogare con altri musicisti?
C'e sempre una jam finale.
Nel '99 Musselwhite invitò due di noi sul palco.
E anche quest'anno potrà succedere di tutto.
Ma non solo: saremo nello stesso albergo delle star.
Sarà una full immersion anche a livello amichevole.
Potremo conoscerci, mangiare insieme. divertirci.....sappiamo che sono persone affabilissime.
Cosa è cambiato a livello musicale dagli Harp Mama alla Armand Brothers Band?
Innanzitutto mi preme dire che il progetto Harp Mama è ancora in piedi.
L'Armand Brothers è nata come occasione per trovare nuove spinte e nuovi entusiasmi.
E, verificando la mole di brani a cui stiamo lavorando, devo proprio dire che l'esperimento funziona.
Come definireste il vostro blues?
Texas blues, ma con varie diramazioni, soprattutto bianche.
Uno stile energico, con molto ritmo.
Ma, naturalmente, non mancano nche brani lenti e di atmosfera.
I vostri prossimi appuntamenti reggiani?
Abbiamo in programma tre tappe al Kanaka di Codemondo, il 15 Marzo, il 19 Aprile e il 31 Maggio.
(antonio bianchi)


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